Giorno 6 — Sequoia e Kings Canyon National Park → Death Valley → Las Vegas
si passa dalle città di Bakersfield e Ridgecrest, si prende la Route 395 e si attraversano i bei panorami della Sierra Nevada orientale e della Panamint Valley, prima di arrivare all'entrata occidentale di Death Valley. Death Valley è il punto più basso, caldo e arido del Nord America, dove è possibile immaginare la terra com’era prima della comparsa dell’uomo. Le condizioni ambientali sono infernali, e non per nulla molti punti panoramici hanno nomi come Funeral Mountains, Furnace Creek, Dante's View, Coffin Peak e Devil's Golf Course. Le distanze nel parco sono enormi, per cui se avete solo un giorno partite dal Furnace Creek Visitor Center per un orientamento generale. Punti imperdinibili sono Artists Palette (seguendo la scenografica Artists Drive), Harmony Borax Works, Badwater, Devil's Golf Course, Zabriskie Point e lo splendido balcone panoramico Dante's View. il cambio di ambiente non potrebbe essere più estremo: dai lunari panorami desertici di Death Valley all'oasi artificiale di Las Vegas. Las Vegas sorge come un miraggio luminoso nel deserto del Mojave, capitale mondiale dell'intrattenimento dove l'eccesso diventa spettacolo e la notte non finisce mai. La sua arteria pulsante è la Strip, il celebre Las Vegas Boulevard punteggiato di resort tematici che ricreano in scala i grandi simboli del pianeta: al Bellagio le fontane danzano in coreografie d'acqua e musica davanti a un lago artificiale; al Paris Las Vegas svetta una replica della Torre Eiffel; al Venetian gondolieri scivolano lungo canali in stile veneziano sotto cieli dipinti; al Luxor una piramide di vetro nero e una grande sfinge evocano l'antico Egitto, mentre il Mirage e gli altri colossi del gioco animano la scena con casinò sfavillanti. La sera la città si trasforma in un palcoscenico continuo: gli spettacoli del Cirque du Soleil, concerti, show di magia e residenze di grandi star riempiono i teatri, mentre ristoranti d'autore e tavoli da gioco tengono sveglia la metropoli fino all'alba. Pochi passi più in là, la storica Downtown custodisce il volto originario della città attorno alla Fremont Street Experience, la galleria pedonale coperta da una volta di luci a led che torna a far rivivere la Las Vegas delle origini, tra insegne al neon vintage e atmosfere più intime. Ma Las Vegas è anche la porta d'accesso a paesaggi naturali grandiosi: a breve distanza la diga Hoover Dam sbarra il fiume Colorado dando vita al Lake Mead, bacino ideale per gite in barca e attività all'aria aperta; il Red Rock Canyon offre formazioni di arenaria rossa solcate da sentieri e pareti d'arrampicata; la Valley of Fire incendia il deserto con le sue rocce scarlatte; e verso est si spalanca l'immensità del Grand Canyon, una delle escursioni in giornata più amate. Non manca la tradizione più scenografica della città, quella delle wedding chapel dove ci si sposa in pochi minuti, ormai parte integrante della sua leggenda. Tra luci, deserto e desideri, Las Vegas resta un luogo dove tutto sembra possibile.