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Itinerario
Giorno 1 — San Carlos de Bariloche
San Carlos de Bariloche è la principale destinazione della Patagonia andina argentina, distesa sulla riva meridionale del Lago Nahuel Huapi, con le Ande che la incorniciano alle spalle in un panorama alpino che ricorda — non a caso — i paesaggi svizzeri e bavaresi che ispirarono i primi coloni europei. La città è punto di riferimento per il turismo outdoor in ogni stagione: sci e snowboard sul comprensorio del Cerro Catedral in inverno, trekking e navigazione lacustre in estate.
Il Parque Nacional Nahuel Huapi, di cui Bariloche è porta principale, è uno dei più antichi dell'Argentina e protegge un territorio di laghi glaciali dalle acque smeraldo, foreste di coihue e ciruela, vette innevate e vulcani. Il Circuito Chico, percorribile in auto o in bicicletta, tocca Colonia Suiza, Bahía López e il Cerro López con vista sui principali specchi d'acqua della zona. La navigazione di lago in lago verso Puerto Blest e la cascata de los Cántaros è tra le escursioni più suggestive.
Bariloche è anche famosa in tutta l'Argentina per le sue cioccolaterías: un'eredità svizzera e tedesca che ha trasformato la città in un polo del cioccolato artigianale. Il centro civico in pietra basaltica vulcanica, con la sua torre dell'orologio che ricorda un chalet alpino, è il cuore della vita urbana. Ristoranti di carne, birrifici artigianali e caffè con torte della tradizione centro-europea completano l'offerta gastronomica.
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Giorno 3 — San Carlos de Bariloche → Esquel
Esquel è una piccola città della Patagonia andina nella provincia del Chubut, nota principalmente come porta d'accesso al Parque Nacional Los Alerces, dichiarato Patrimonio dell'Umanità UNESCO nel 2017, dove crescono esemplari di alerce — il cipresso patagonico — vecchi di migliaia di anni. La città è anche famosa per La Trochita, il Tren Patagónico a scartamento ridotto che percorre un tratto di steppe patagonica con carrozze originali degli anni Venti, reso celebre da Paul Theroux nel suo «Il gallo patagonico».
I laghi del Parco Nazionale, di un turchese intenso, sono tra i più belli della Patagonia e si prestano alla pesca con la mosca, al kayak e alle escursioni sui sentieri tra boschi di coihue e alerce. Esquel ha un carattere tranquillo e autentico, lontano dalla frenesia delle mete più turistiche della regione.
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Giorno 7 — Rio Mayo → Sarmiento → Los Antiguos
Sarmiento è un paese della provincia del Chubut nella Patagonia centrale, noto per il Bosque Petrificado José Ormachea — una foresta di alberi silicizzati risalenti a 65 milioni di anni fa, con tronchi giganteschi riversi sul terreno stepposo in uno scenario di grande suggestione. I laghi Musters e Colhué Huapí, nelle vicinanze, costituiscono importanti zone umide per il birdwatching. Sarmiento è raggiungibile da Comodoro Rivadavia e offre un'alternativa meno frequentata ai circuiti paleontologici della regione. Los Antiguos è un piccolo paese della provincia di Santa Cruz, sulla sponda argentina del Lago Buenos Aires — il secondo lago più grande del Sud America, condiviso con il Cile dove prende il nome di Lago General Carrera. Situato in una microzona favorita dal clima temperato, il paese è conosciuto come la «capital nacional de la cereza» per le piantagioni di ciliegi che fioriscono in primavera e producono in dicembre e gennaio. Offre una base tranquilla per esplorare la meseta patagonica e il confine cileno, con possibilità di escursioni verso le pitture rupestri della Cueva de las Manos (a poche ore di strada).
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Giorno 9 — Los Antiguos → Lago Posadas
Lago Posadas è uno specchio d'acqua remoto nella Patagonia della provincia di Santa Cruz, raggiungibile percorrendo lunghe strade sterrate dall'interno del continente. Le sue acque cambiano colore con la luce — dal turchese al verde smeraldo — in un paesaggio di steppe ventose, meseta patagonica e vette andine sullo sfondo. È una destinazione per viaggiatori che cercano solitudine, natura incontaminata e la sensazione di avventura che solo i luoghi dimenticati dalla mappa riescono a dare.
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Giorno 11 — Lago Posadas → Gobernador Gregores
Gobernador Gregores è un piccolo centro della Patagonia meridionale nella provincia di Santa Cruz, situato nell'entroterra stepposo a circa 270 chilometri dall'Atlantico. È principalmente un servizio di base per la regione e un punto di sosta lungo le rotte verso il Parque Nacional Perito Moreno e i territori remoti della meseta patagonica. Il paesaggio circostante è quello tipico della Patagonia profonda: steppe, cañadones e un cielo vastissimo.
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Giorno 12 — Gobernador Gregores → El Chalten
El Chaltén è un piccolo borgo patagonico fondato soltanto nel 1985, ma già consacrato come la capitale argentina del trekking. Situato all'interno del Parco Nazionale Los Glaciares, ai piedi del massiccio del Fitz Roy — la guglia di granito che sovrasta il paese con i suoi 3.405 metri e la sagoma inconfondibile che compare su ogni cartina della Patagonia — il paese offre accesso diretto a sentieri di grande bellezza, senza bisogno di permessi speciali o guide obbligatorie.
Il trekking alla Laguna de los Tres, che termina con una discesa verso lo specchio d'acqua glaciale ai piedi del Fitz Roy, è tra le escursioni a piedi più scenografiche dell'intero cono sud. Il percorso verso la Laguna Torre regala invece la vista sul Cerro Torre, la torre di ghiaccio verticale considerata una delle salite più difficili e controverse della storia dell'alpinismo. El Chaltén è anche punto di partenza per traversate multi-giorno e per gli scalatori tecnici che si cimentano sulle pareti di questi straordinari monoliti di roccia.
Il paese ha un'atmosfera informale e comunitaria, con ostelli, piccoli hotel, birrifici artigianali e ristoranti che servono ottima carne patagonica. È raggiungibile da El Calafate in circa tre ore di strada, e la stagione ideale va da novembre a marzo.
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Giorno 14 — El Chalten → El Calafate
Il trasferimento da El Chaltén a El Calafate è un viaggio che porta attraverso alcuni dei paesaggi più spettacolari della Patagonia argentina. Durante il percorso, si attraversa la steppa patagonica, con vasti spazi aperti, laghi scintillanti e montagne imponenti che si stagliano all'orizzonte. Uno dei punti salienti del viaggio è il passaggio attraverso il Parco Nazionale Los Glaciares. El Calafate è il punto di partenza privilegiato per esplorare il Parco Nazionale Los Glaciares, dichiarato Patrimonio dell'Umanità UNESCO, che custodisce alcune delle più imponenti masse di ghiaccio al di fuori dei poli. La piccola città sorge sulla sponda meridionale del Lago Argentino, nel cuore della Patagonia australe, circondata da steppe battute dal vento e da un orizzonte di cime innevate.
Il protagonista assoluto è il Glaciar Perito Moreno: una parete di ghiaccio azzurro alta fino a settanta metri che avanza lentamente sul lago, producendo schianti fragorosi quando enormi seracchi si staccano e piombano nell'acqua. Le passerelle panoramiche del parco permettono di osservarlo da distanza ravvicinata; chi desidera un'esperienza più intensa può affrontare il miniturno, camminando equipaggiati di ramponi direttamente sulla superficie del ghiacciaio. El Calafate offre anche l'accesso ai ghiacciai Upsala e Spegazzini, raggiungibili via lago con catamarani che scivolano tra gli iceberg.
Il paese stesso, nonostante la vocazione turistica, conserva un'atmosfera informale e accogliente, con ristoranti specializzati in agnello patagonico alla brace, cioccolaterías artigianali e negozi di artigianato locale. La stagione migliore va da ottobre a marzo, quando le giornate si allungano fino a venti ore di luce e le temperature si mantengono miti.
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Giorno 15 — El Calafate → Perito Moreno Parco Nazionale → El Calafate
Il Parque Nacional Perito Moreno è una delle aree protette più remote e meno frequentate dell'Argentina, situato nell'entroterra della provincia di Santa Cruz, lontano sia dal ghiacciaio omonimo che dalle principali rotte turistiche della Patagonia. Custodisce laghi di montagna dalle acque turchesi, boschi di lenga e ñire, vulcani e pascoli di alta quota frequentati da guanachi e pumas.
La totale assenza di infrastrutture turistiche di massa e l'accesso su strade sterrate rendono il parco una meta per viaggiatori esperti in cerca di wilderness autentica. I sentieri non sono segnalati e il vento patagonico è implacabile: un'esperienza di natura assoluta, riservata a chi sa muoversi in autonomia.