Marsiglia›Aix en Provence›Avignone›Arles›Les Saintes-Maries-de-la-Mer
Itinerario
Giorno 1 — Marsiglia
Marsiglia è la più antica città di Francia — fondata dai Focesi greci nel 600 a.C. — e la più cosmopolita: il Vieux-Port, dove i pescatori scaricano il pesce all'alba mentre i bistrot preparano la bouillabaisse, è il punto di gravità attorno a cui ruota una città di oltre trecento mila storie diverse. La Basilique Notre-Dame de la Garde, la «Bonne Mère» che veglia sulla città dall'alto della sua rocca dorata, è visibile dal porto, dalle spiagge e dall'entroterra. Il quartiere del Panier, il più antico, è un dedalo di scale, vicoli colorati e murales; il MuCEM — Musée des Civilisations de l'Europe et de la Méditerranée — è uno dei musei più innovativi di Francia, il suo reticolo di cemento traforato si protende sul mare al fort Saint-Jean. Le Calanques, le insenature di roccia calcarea bianca che si aprono a est della città (Patrimonio Nazionale), sono raggiungibili in barca o a piedi e offrono acque turchesi di cristallo. Cruda, generosa, irripetibile: Marsiglia non si ama a metà.
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Giorno 2 — Marsiglia → Aix en Provence
Aix-en-Provence è la città di Cézanne e del corso Mirabeau: la lunga avenue alberata di platani che attraversa il centro, fiancheggiata da fontane del Seicento e caffè storici come Les Deux Garçons, è uno dei luoghi più eleganti della Provenza. Fondata dai romani come Aquae Sextiae, conserva un centro antico di piazze ariose, hôtels particuliers con portali scolpiti e botteghe di calissons — il dolce mandorlato tipico della città. L'Atelier de Cézanne, sulla collina di Lauves, è rimasto quasi intatto con i pennelli, le brocche e la frutta secca del maestro; la montagna Sainte-Victoire, che egli dipinse ossessivamente, si vede all'orizzonte da molti punti della città. Il mercato della Place Richelme, ogni mattina, offre olive in tutte le varietà, herbes de Provence e formaggi di capra. Un'atmosfera di serena raffinatezza pervade Aix: un luogo in cui la bellezza è di casa, ma la porta è sempre aperta.
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Giorno 3 — Aix en Provence → Avignone
Avignone porta ancora impressa nella pietra la memoria di quando era la capitale della cristianità: dal 1309 al 1377 fu qui che i papi stabilirono la loro corte, e il Palais des Papes — il più grande edificio gotico d'Europa — domina ancora la città con la sua mole imponente, dichiarata Patrimonio UNESCO insieme ai Pont Saint-Bénézet (il celebre «ponte di Avignone» del canto popolare, interrotto a metà del Rodano). All'interno del palazzo, le Chambre du Cerf affrescata e la Grande Chapelle trasmettono la grandezza di quella corte pontificia. La città intra-muros è un dedalo di piazze, vicoli e palazzi rinascimentali animati da festival tutto l'anno — su tutti il Festival d'Avignon di luglio, che trasforma ogni cortile e ogni piazza in un palcoscenico. Il quartiere della Villeneuve-lès-Avignon, sull'altra riva, offre un panorama memorabile sulla città. Le campagne circostanti producono il Châteauneuf-du-Pape, uno dei vini rossi più celebri di Provenza.
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Giorno 5 — Avignone → Arles
Arles porta nel proprio corpo di pietra duemila anni di storia: la città fu la Roma della Gallia, porto fluviale e capitale amministrativa dell'Impero d'Occidente, e i suoi monumenti romani — l'anfiteatro (Les Arènes), il teatro antico, le Alyscamps (la necropoli paleocristiana) — figurano tra i siti UNESCO insieme agli altri monumenti romanici della Provenza. Ma Arles è anche la città di Van Gogh: vi trascorse un anno tra il 1888 e il 1889, dipingendo «La Camera ad Arles», «Il Caffè di notte» e decine di altri capolavori. I suoi luoghi sono segnalati da bacheche con riproduzioni dei dipinti; la Fondation Vincent van Gogh Arles espone artisti contemporanei in dialogo con il maestro. Ogni anno in luglio le Rencontres de la Photographie d'Arles trasformano la città in un enorme museo a cielo aperto. La cucina provenzale qui è essenziale: agnello della Crau, tapenade, fleur de sel delle Camargue.
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Giorno 7 — Arles → Les Saintes-Maries-de-la-Mer
Les Saintes-Maries-de-la-Mer è il villaggio-simbolo della Camargue, incastonato tra la laguna e il Mar Mediterraneo in un paesaggio di fenicotteri rosa, cavalli bianchi e tori neri. La chiesa romanica del IX secolo, fortezza e luogo di culto insieme, domina il borgo bianco con la sua torre che serviva da faro. Ogni anno, in maggio, i gitani di tutta Europa convergono qui per la pellegrinaggio in onore di Santa Sara, patrona del popolo Rom. I manades — le fattorie tradizionali — offrono escursioni a cavallo tra canneti e specchi d'acqua. Les Saintes-Maries è un luogo sospeso tra sacro e selvaggio, dove la Provenza incontra la pianura africana.