Osaka pulsa di un'energia inconfondibile: seconda metropoli del Giappone e capitale gastronomica del Paese, è una città schietta, vivace e generosa, dove la modernità sfavillante convive con il calore di una tradizione mercantile antica di secoli. Affacciata sulla baia omonima, è da sempre crocevia di commerci e porta d'accesso al cuore del Kansai.
Il simbolo della città è il Castello di Osaka, imponente fortezza ricostruita che domina un vasto parco, spettacolare durante la fioritura dei ciliegi. Ma è dopo il tramonto che Osaka dà il meglio di sé: nel quartiere di Dotonbori, lungo il canale, le insegne al neon si riflettono nell'acqua e la celebre pubblicità del corridore Glico è ormai un'icona. Qui prende vita la filosofia del kuidaore, «mangiare fino a rovinarsi»: le bancarelle servono takoyaki (polpette di polpo), okonomiyaki (la frittata salata) e spiedini kushikatsu, in un tripudio di profumi e voci. Poco lontano, il vivace Shinsekai con la torre Tsutenkaku rievoca la Osaka retrò del primo Novecento, mentre il quartiere di Namba è il regno dello shopping e dell'intrattenimento. Per ritrovare la quiete, il Shitenno-ji, tra i più antichi templi buddhisti del Giappone, e i moderni grattacieli di Umeda con le loro terrazze panoramiche offrono prospettive opposte ma ugualmente affascinanti.
Osaka è anche base ideale per escursioni: Kyoto, Nara con i suoi cervi e il grande Buddha, e il santuario di Koyasan sono a breve distanza. Città dal cuore aperto e dalla battuta pronta, Osaka conquista chi cerca il Giappone più autentico e conviviale, da vivere a tavola e per le sue strade illuminate.
Treno
Giorno 2 — Osaka → Himeji → Okayama
Himeji custodisce uno dei tesori più amati dell'intero Giappone: il maestoso castello bianco che la sovrasta, primo sito nipponico iscritto nella lista del Patrimonio UNESCO. Soprannominato «Shirasagi-jo», il Castello dell'Airone Bianco, per il candore dei suoi muri e l'eleganza dei tetti che paiono ali spiegate, è il più imponente esempio di architettura feudale rimasto intatto nel paese, con il suo intricato sistema di corti, mura e torrioni difensivi. Ai suoi piedi si stende il giardino Koko-en, una raccolta di nove giardini in stile Edo perfetti per una passeggiata contemplativa tra stagni e padiglioni del tè. La città offre inoltre un assaggio della vita di provincia giapponese, con strade vivaci e specialità come l'anago, l'anguilla di mare. Himeji si rivela in tutta la sua bellezza quando il castello si tinge d'oro al tramonto. Okayama sorge nel Giappone occidentale ed è conosciuta soprattutto per il Korakuen, uno dei tre giardini paesaggistici più belli del Paese, dove laghetti, ruscelli e colline artificiali si dispongono in vista del Castello di Okayama, soprannominato «il Castello del Corvo» per le sue pareti nere. La città è legata alla leggenda di Momotaro, l'eroe nato da una pesca, celebrato in statue e dolci tradizionali. Da qui partono escursioni verso la vicina Kurashiki, con il suo pittoresco quartiere di canali ed eleganti magazzini storici, e verso le isole del Mare Interno di Seto, raggiungibili lungo la suggestiva pista ciclabile Shimanami Kaido. Clima mite e cucina di mare fanno di Okayama una base piacevole e autentica.
Treno
Giorno 3 — Okayama → Uno → Naoshima Island → Okayama
Uno è una tranquilla cittadina portuale affacciata sul Mare Interno di Seto, nella prefettura di Okayama. Il suo porto è la principale porta d'accesso alle celebri isole dell'arte, prima fra tutte Naoshima, raggiungibile con un breve traghetto. La zona stessa accoglie i viaggiatori con installazioni e sculture contemporanee, come il colorato pesce-totem realizzato con materiali riciclati che dà il benvenuto sul molo. Tra panorami marini, isolotti e atmosfere rilassate, Uno è il punto di partenza ideale per esplorare uno degli angoli più creativi del Giappone. Naoshima è una piccola isola del Mare Interno di Seto trasformata in un sorprendente museo a cielo aperto, dove arte contemporanea, architettura e paesaggio dialogano in perfetta armonia. Disseminata di musei firmati dall'architetto Tadao Ando — fra cui il celebre Chichu Art Museum, in gran parte scavato nel sottosuolo per non alterare il profilo delle colline — l'isola accoglie installazioni di artisti di fama mondiale, dalla iconica zucca gialla a pois di Yayoi Kusama, posata sul molo, alle case-opera del progetto Art House. Tra spiagge tranquille, villaggi di pescatori e opere disseminate ovunque, Naoshima si esplora in bicicletta, scoprendo a ogni curva un'emozione nuova. Naoshima è la meta imperdibile per chi ama l'arte e desidera viverla in un contesto insolito e poetico.
Treno
Giorno 4 — Okayama → Kurashiki → Hiroshima
Kurashiki conserva uno degli scorci più poetici del Giappone, con il suo quartiere storico di Bikan attraversato da un canale fiancheggiato da magazzini in legno dalle pareti bianche e tetti scuri, eredità del fiorente commercio di riso e tessuti dell'era Edo. Lungo le rive, salici ondeggianti e barche a remi accompagnano una passeggiata che porta tra botteghe artigiane, caffè e gallerie. Qui sorge il Ōhara Museum of Art, il primo museo giapponese dedicato all'arte occidentale, con opere di El Greco, Monet e Picasso. Le vie nascondono laboratori di denim — Kurashiki è la capitale del jeans giapponese — e sale da tè dove riposare. A pochi passi dal Mare Interno di Seto, la città è un raffinato equilibrio di storia, arte e atmosfera, da scoprire lentamente. Hiroshima rinasce oggi come città vivace e luminosa, simbolo universale di pace dopo la tragedia del 1945. Il Parco Memoriale della Pace ne custodisce la memoria attorno alla Cupola della Bomba Atomica, dichiarata Patrimonio UNESCO, e a un museo che racconta con sobrietà la catastrofe e la speranza. Ricostruita lungo i suoi sei fiumi, la città offre boulevard alberati, il Castello e il giardino Shukkei-en. La sua cucina è famosa per l'okonomiyaki in versione locale, frittella stratificata con noodles e cavolo. A breve distanza si raggiunge l'isola di Miyajima, dove il torii rosso del Santuario di Itsukushima — anch'esso UNESCO — sembra galleggiare sull'acqua durante l'alta marea. Hiroshima unisce la forza della memoria al calore di una città che guarda al futuro.
Traghetto
Giorno 5 — Hiroshima → Miyajima
Patrimonio UNESCO e da secoli venerata come isola sacra, Miyajima si adagia nelle acque del Mare Interno di Seto, a breve traversata in traghetto da Hiroshima. La sua immagine simbolo è il grande torii vermiglio del santuario di Itsukushima che, con l’alta marea, sembra galleggiare sul mare, regalando una delle vedute più celebri del Giappone. Il santuario stesso, costruito su palafitte e collegato da passerelle, si svela diverso a ogni marea. Oltre il villaggio si sale, in funivia o a piedi tra le foreste, fino alla vetta del monte Misen, dove panorami sulle isole circostanti premiano la salita e cervi mansueti accompagnano i visitatori. Tra le vie del borgo si gustano le ostriche grigliate, specialità locale, e i momiji manju, dolcetti a forma di foglia d’acero. In autunno il Momijidani-koen si infiamma di rossi accesi. Miyajima incanta nel silenzio dell’alba, quando il torii emerge dalla foschia.
Treno
Giorno 6 — Miyajima → Hiroshima → Kobe → Osaka
Stretta tra il mare e i monti Rokko, Kobe è una delle città portuali più eleganti e cosmopolite del Giappone, affacciata sulla baia di Osaka. Aperta al commercio internazionale a metà Ottocento, conserva nel quartiere di Kitano le sue ijinkan, le raffinate residenze degli antichi mercanti stranieri, e in Nankinmachi una delle Chinatown più vivaci del Paese. Il lungomare di Meriken Park e la celebre Kobe Port Tower disegnano uno skyline scintillante di notte, mentre la funivia sale verso le terme di Arima Onsen e i giardini sulle pendici del Rokko. Il nome della città è leggendario nel mondo per il manzo di Kobe, raffinatissima carne marezzata servita teppanyaki. Tra panorami marini, sapori d'eccellenza e atmosfera internazionale, Kobe si rivela una città da vivere con gusto.